| Newsletter settimanale Windows & .NET Magazine - 19/01/2010 |
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Nel
2010 il mercato IT negli USA potrebbe crescere del 6,6 %, quello globale dell’8,1%
Forrester Research
e Gartner sono ottimisti per quanto riguarda l’andamento del mercato IT
americano e internazionale.
Forrester Research prevede negli USA una crescita del mercato
IT del 6,6% al valore complessivo di 568 miliardi di dollari,
contro una caduta dell’8,9% nel 2009, mentre il mercato IT internazionale
potrebbe crescere dell’8,1 % a ben 1.600 miliardi di
dollari grazie allo stimolo dei paesi emergenti che sono ormai fuori dalla recessione.
Software e hardware faranno la parte del leone in queste cifre e ancora meglio
andrà negli anni successivi.
Andrew Bartels, vicepresidente di Forrester ha dichiarato “la caduta
dell’IT registratasi nel 2008 e nel 2009 è ormai terminata”
e che si prevede che il settore IT crescerà più velocemente di
altri settori collocandosi a circa il doppio della crescita del PIL.
Anche Gartner, che ha rilasciato le stime delle vendite PC, è ottimista:
i risultati preliminari diramati in questi giorni relativi ai risultati nell’ultimo
trimestre del 2009 sono estremamente positivi. La crescita rispetto allo stesso
periodo del 2008 è, infatti, stata del 22,1 percento.
Si tratta in sostanza dell’incremento più forte fatto
registrare dal mercato negli ultimi sette anni, sebbene vada detto
che il risultato potrebbe essere stato influenzato con un periodo di comparazione,
quello dell’anno precedente, molto negativo a causa della crisi economica.
Ciò che più importa, secondo Gartner, è comunque che questi
numeri confermano finalmente la ripartenza dell’intero settore
PC su scala mondiale.
I mercati statunitensi e asiatici avevano in realtà mostrato segni di
ripresa già durante il terzo trimestre del 2009, tuttavia gli andamenti
dell’ultimo trimestre appaiono come una più concreta evidenza del
superamento del difficile periodo che ha attanagliato l’economia mondiale
negli ultimi tempi.
Segnali positivi arrivano anche dal comparto EMEA ma in questo caso va detto
che l’Europa, avendo risentito della crisi solo più tardi rispetto
agli Stati Uniti, avrà probabilmente tempi di ripresa più lunghi.
L’incremento delle vendite durante tutto il periodo preso in esame dagli
analisti Gartner è stato favorito ancora una volta dalla presenza di
PC a basso costo, soprattutto notebook e netbook.
Il lancio del nuovo sistema operativo Windows 7 non ha contribuito in realtà
a creare domanda aggiuntiva di PC considerato il suo arrivo alla fine di Ottobre,
tuttavia ha inciso parecchio nel periodo festivo e ciò la dice lunga
sul contributo che potrebbe offrire, nei prossimi trimestri, in termini di ripresa
del mercato.
A livello mondiale HP ha mantenuto la posizione numero uno
in termini di vendite detenendo il 19,8% dello share di mercato. Bene anche
Acer che con il 13,5% dello share si colloca al secondo posto
grazie ad una politica di prezzi veramente aggressiva (come già detto,
nel periodo preso in esame, sono stati più venduti i PC a basso costo).
Solo terza Dell con l’11,5%, seguita da Lenovo
(8,7%) e Toshiba (5,3% dello share).
http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1279215
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Windows
Mobile 7: quale futuro dopo lo scarso successo delle versioni precedenti?
Dopo il successo
di Apple e gli annunci di Google, gli analisti di mercato si stanno preoccupando
per la traballante situazione di Microsoft nel cruciale e ricco mercato degli
smartphone, dove l’arrivo di Windows Mobile 7 (previsto
per fine anno) potrebbe essere troppo in ritardo rispetto ai principali concorrenti.
Dalla metà del 2007, tutti i tentativi Microsoft di rendere Windows
Mobile una piattaforma smartphone di successo sono in gran parte falliti
nonostante gli ingenti investimenti effettuati nel settore. Per questo motivo,
si teme che i clienti business potrebbero non voler attendere ancora quasi un
anno per vedere se il gap tecnologico con la concorrenza sarà finalmente
riassorbito.
Il colosso di Redmond non ha saputo tenere testa alla concorrenza di Apple,
RIM, Palm e Google nonostante l’interesse mostrato da molti utenti dei
suoi prodotti desktop. Ad aggravare ancora di più la posizione nel mercato
smartphone di BigM ha pesato il deludente lancio, avvenuto nel tardo 2009, di
Windows Mobile 6.5.
Il sistema operativo sembra che non sia per niente piaciuto a esperti e semplici
osservatori che in molti casi non hanno mancato di criticarlo. Ma il gigante
del software ha un piano, uno di quelli che potrebbero ribaltare la situazione
così come avvenuto in area desktop dove Windows 7 ha
fatto dimenticare la delusione provocata da Vista.
Questo piano si chiama Windows Mobile 7. Per comprendere perché
il prodotto potrebbe rivelarsi un successo occorre capire ciò che sta
accadendo all’interno di Microsoft.
Lo scorso anno, la divisione Windows Mobile Group ha subito
un profondo riassetto che ha emulato in un certo qual senso una simile e precedente
riorganizzazione della divisione Windows (riorganizzazione
che dopo lo scarso appeal avuto da Vista ha portato al lancio di Windows 7 accolto
con tutti gli onori e i favori della critica).
Tagliati i rami secchi è bastato poco tempo al nuovo team per capire
che il rilascio di Windows Mobile 7 doveva dapprima passare
attraverso una revisione dell’attuale Windows Mobile 6.5, volta più
che altro ad allineare in qualche modo la piattaforma con ciò che il
mercato già offre in termini di funzionalità.
Dell’ultima versione del prodotto sono state due le cose meno apprezzate.
Anzitutto la tecnologia touch screen utilizzata dai primi dispositivi Windows
Mobile 6.5 era di tipo resistivo al contrario degli schermi
capacitivi tipici dell’iPhone e considerati di qualità
superiore.
Con la tecnologia resistiva occorre, infatti, fare maggiore pressione con le
dita sui menu e nonostante questo la percentuale di rischio di incappare in
una selezione di voce sbagliata rimane di gran lunga maggiore rispetto ai touch
screen capacitivi.
La seconda ondata di dispositivi Windows Mobile 6.5 ovvierà
comunque a questo problema. Un secondo aggiornamento altrettanto atteso riguarda
l’interfaccia grafica, originariamente pensata negli anni 90 per i dispositivi
PocketPC e Windows CE e oggi diventata certamente obsoleta. Con l’update
6.5.3, che dovrebbe fare capolino a breve, Microsoft intende portare una ventata
di novità e originalità sostituendo la vecchia UI. La vera arma
segreta (in tutti i sensi) del colosso rimane, quindi, ovviamente il futuro
Windows Mobile 7.
Sono poche le informazioni note sul prodotto, ma si sa per certo che maggiori
dettagli tecnici saranno svelati ufficialmente al Mobile World Congress
che si terrà nel mese di Febbraio a Barcellona e affinati ulteriormente
al convegno MIX 2010 di Marzo che si terrà invece a
Las Vegas.
La data di lancio prevista è per la fine del 2010 e non è ancora
chiaro se in quel periodo oltre al sistema operativo saranno già disponibili
anche i primi smartphone capaci di supportarlo (in genere i rilasci dell’OS
anticipano la disponibilità dell’hardware di qualche mese).
Le preoccupazioni degli esperti si riferiscono proprio a questi tempi lunghi:
la concorrenza potrebbe nel frattempo acquisire larghe quote di mercato ed essere
in grado di lanciare nuovi avanzamenti tecnologici che potrebbero riaprire il
gap attuale.
http://windowsitpro.com/windowspaulthurrott/article/articleid/..
Il
futuro Active Directory punta a una migliore integrazione con cloud computing
e i servizi
Da anni Active
Directory è una delle tecnologie fondamentali alla base del grande successo
dei sistemi operativi server di Microsoft.
L’ultima versione del servizio implementata su Windows Server
2008 R2 ha incluso nuove funzionalità a sostegno dell’amministrazione
delle reti, ma ancora molto può essere fatto in termini di integrazione,
workflow capabilities, minore dipendenza da protocolli chiusi o da costosi tool
di terze parti.
Questo è almeno quello che si attendono i responsabili aziendali, addetti
al mantenimento dei sistemi IT, utenti di questo software. Di sicuro Active
Directory passerà attraverso un processo di rinnovamento dettato dagli
attuali trend di mercato, in particolare per venire incontro alle esigenze del
cloud computing e dei servizi federativi.
Lo affermano gli stessi responsabili del colosso software di Redmond. Nel momento
in cui si scrive, ancora poco si conosce di quello che Microsoft definisce come
Next Generation AD (il servizio Active Directory di prossima
generazione).
Tutto ciò che si sa è che la nuova implementazione non arriverà
prima dei prossimi due anni. BigM ha fatto sapere di stare lavorando in questo
momento a un’estensione (add-on) dell’esistente Active Directory
volta a garantire una più profonda integrazione con i software d’identity
management e altre tecnologie sviluppate internamente.
La nuova implementazione sarà inoltre dotata di un front-end SQL-like
attraverso il quale sarà possibile monitorare i directory service come,
ad esempio, lanciare interrogazioni sul suo status.
Ma la vera sfida si giocherà come già detto nel campo dei servizi
federativi (a tal proposito il gigante pianifica di rilasciare Active
Directory Federation Services 2.0 entro il primo trimestre dell’anno
in corso).
L’implementazione esistente di AD rende molto difficile, se non impossibile,
prendere decisioni complesse attraverso le informazioni ottenibili in modo diretto
dal servizio. “Immaginiamo invece un’applicazione che possa
consentire di prendere delle decisioni come, ad esempio, autorizzare alcune
operazioni per un utente o permetter l’accesso a certi contenuti in base
a determinati parametri” – ha dichiarato il Microsoft AD Architect,
Laura Hunter – “Questa è, in effetti,
la visione futura di Microsoft legata alla crescita di questo servizio”.
http://searchwindowsserver.techtarget.com/news/article/0,289142,sid68_gci1378524,00.html
SICUREZZA
Google
rafforza la sicurezza di Gmail
La diatriba con
la Cina sulla censura dei siti antigovernativi ha comportato per Google anche
effetti collaterali in materia di sicurezza.
Dopo vari tentativi, condotti da hacker cinesi, di forzare i sistemi e servizi
offerti da Google, la casa madre ha deciso di rafforzare la crittografia del
suo noto sistema di e-mail.
Dal 2008 gli utenti avevano la possibilità di utilizzare il protocollo
HTTPS a loro discrezione;
Google stessa consigliava di usare tale protocollo per proteggersi solo se si
accedeva da reti pubbliche, poiché l'utilizzo del protocollo provocava
un notevole rallentamento delle prestazioni e del traffico di rete. A seguito
dei recenti attacchi Google ha deciso di attivare per default HTTPS per tutti
gli account, lasciando però la possibilità di disabilitarlo.
http://www.theinquirer.net/inquirer/news/1586138/google-tightens-gmail-security
Rilasciato
pubblicamente l'exploit per Internet Explorer
E' stato rilasciato,
attraverso il noto programma open source Metasploit Framework, l'exploit per
sfruttare la vulnerabilità presente all'interno del browser Internet
Explorer. Questo attacco, largamente discusso, pone le sue basi su un'errata
gestione dei puntatori all'interno del browser.
A testimonianza dell'importanza della vulnerabilità, l'ufficio federale
tedesco ha suggerito agli utenti di utilizzare un browser alternativo sino al
rilascio della patch. In attesa della risoluzione del problema Microsoft ha
suggerito di abilitare la funzione DEP (Protezione esecuzione programmi), già
abilitata di default nella versione 8. Attualmente sono stati riportati attacchi
mirati alle versioni 6 del browser.
http://www.theregister.co.uk/2010/01/15/ie_zero_day_exploit_goes_wild/
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