| Newsletter settimanale Windows & .NET Magazine - 27/01/2010 |
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Motori
di ricerca: la policy di data retention di Bing sarà modificata come
richiesto dall’UE
L’antefatto:
nel lontano 2008 il gruppo di lavoro Articolo 29, nominato
dall’Unione Europea e composto da diversi esperti in materia di privacy
provenienti da ogni stato membro, chiedeva ai big delle ricerche online Microsoft,
Google e Yahoo! di separare già al
massimo dopo sei mesi le informazioni sugli indirizzi IP (utilizzabili per individuare
singolarmente gli utenti e tracciarne le abitudini) dai dati relativi ai risultati
delle ricerche effettuate su Internet.
Mentre Google sembra prender tempo e tergiversare, la risposta del colosso di
Redmond che con la Comunità Europea aveva già altri problemi,
data nel 2009, fu un passo avanti in questa direzione rendendo, cioè,
anonime le informazioni sugli indirizzi IP dei navigatori dopo sei mesi, ma
senza separarle dai dati relativi alle interrogazioni.
La scorsa settimana Microsoft ha però annunciato l’intenzione di
allineare completamente la policy di data retention del suo
motore di ricerca Bing alle attuali leggi vigenti in Europa,
un gesto distensivo che getta le basi per una discussione più serena
fra le parti in gioco coinvolte sulla vicenda. E’ facile prevedere che,
visti gli accordi di collaborazione fra Microsoft e Yahoo! anche quest’ultimo
si adegui alla direttiva europea.
Al momento sia Microsoft che Google mantengono lo storico completo di tutti
gli IP e le relative richieste evase dai rispettivi motori di ricerca per
diciotto mesi, un’abitudine che stando al parere di entrambe
le compagnie permette di rendere più accurati i risultati delle interrogazioni.
Come sottolineato da Reese Solberg (responsabile Bing) almeno
nel caso di Microsoft l’adeguamento al volere del gruppo di lavoro Articolo
29 ci sarà. La compagnia ha fatto sapere attraverso un comunicato
stampa di auspicare che anche gli altri motori giungano alla medesima conclusione.
Resta, in ogni caso, un problema: il cambiamento sulla policy di data retention
del motore di ricerca Bing non avverrà prima di un anno mezzo a partire
dal momento in cui è stata presa questa decisione, un periodo di tempo
che appare decisamente eccessivo ma che potrà probabilmente concludersi
già entro il 2010. Secondo gli ingegneri del colosso software, questo
lasso di tempo è necessario per assicurare che l’intero processo
di separazione ed oscuramento dei dati soggetti al provvedimento di privacy
sia effettivamente stabile e sicuro.
http://windowsitpro.com/windowspaulthurrott/article/articleid/103458/..
Nota
importante:
Un buon sistema
di gestione documentale è oggi un componente fondamentale dell’infrastruttura
informativa di un’azienda non solo perché razionalizza e rende
meno oneroso il ciclo di vita dei documenti, ma perché semplifica i flussi
delle informazioni incrementando l'efficienza e la competitività degli
impiegati in tutti i settori d’attività.
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esigenze ed approfondire le tematiche connesse, le riviste della Duke Italia
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Guerra
dei browser: presentato Firefox 3.6 con importanti migliorie oltre alla velocità
Il settore dei
browser appare quanto mai strategico nell’ottica delle future previste
evoluzioni verso il cloud computing. E’ in atto quindi una vera e propria
guerra per accaparrarsi “share di mercato” in attesa che escano
le nuove generazioni di browser dotate di funzionalità di tipo sistema
operativo, così come già annunciato da Google per il suo Chrome.
Nell’attesa di queste nuove versioni, tutti puntano sul miglioramento
delle performance, sulle nuove funzionalità e sul rinforzo della sicurezza.
Sulla ribalta degli annunci ora è il turno di Firefox
che continua ad essere il concorrente più temibile per Internet Explorer,
il leader di mercato.
Con quasi due mesi di ritardo rispetto alla roadmap iniziale, Mozilla
Foundation ha annunciato la scorsa settimana la disponibilità al pubblico
di Firefox 3.6. L’attesa è però valsa la
pena, considerato che le ottimizzazioni introdotte dagli sviluppatori hanno
reso il browser più veloce del 20% rispetto alla versione precedente.
Le novità principali di Firefox 3.6 si possono così sintetizzare:
- utilizza un nuovo motore di rendering (Gecko 1.9.2);
- presenta la capacità di eseguire il codice Javascript in modalità
asincrona. Questo accorgimento consente da un lato di velocizzare il caricamento
delle pagine html e dall’altro di evitare che uno script possa mandare
in stallo l’intero browser;
- introduce una migliore compatibilità con HTML 5. In
particolare il supporto più esteso riguarda due funzionalità di
spicco previste dal nuovo standard web. Con la prima diviene possibile trascinare
i file da trasferire in upload direttamente sulla finestra del browser, mentre
con la seconda un’applicazione web può accedere e lavorare (se
autorizzata) direttamente sui file archiviati localmente dall’utente.
Con HTML 4 era invece necessario fare l’upload dei file sul sito affinché
questo potesse elaborarli;
- implementa una caratteristica che limita l’interazione del browser
con gli add-on di terze parti così da minimizzare gli impatti
derivati dal crash di una di queste componenti. In aggiunta il controllo dei
plug-in introdotto nella precedente versioni del browser e appositamente pensato
per verificarne lo stato d’aggiornamento, è stato ulteriormente
esteso oltre a Flash anche a Java, Silverlight, Quicktime ed altri.
- introduce il supporto nativo all’interfaccia di Windows 7.
Questa di Firefox è l’ultima versione prima del debutto dell’edizione
4.0 prevista per la fine del 2010 o al massimo i primi mesi del 2011.
Il release Firefox 3.7 è stato, infatti, annullato dagli
sviluppatori e quindi tutte le funzioni pendenti (ad esempio la separazione
dei thread in cui girano tabelle di navigazione e plug-in) saranno aggiunte
alla versione 3.6 per mezzo di aggiornamenti automatici
incrementali.
Il passaggio all’ultima versione del browser da un’edizione più
vecchia può avvenire per mezzo dell’opzione Aiuto ->
Controlla gli aggiornamenti. Naturalmente lo stesso può anche
essere scaricato ed installato ex novo. I sistemi operativi supportati sono,
come il solito: Windows, Linux e Mac.
http://www.mozilla.com/it/firefox/3.6/releasenotes/
La
banda larga stimola ovunque la mobilità e il telelavoro: in Italia rinviati
gli investimenti
Internet è
una delle tre famose I (oltre a Impresa ed Inglese) che l’attuale
governo in carica aveva promesso di sostenere, all’inizio del suo mandato,
con apposite riforme ed investimenti. Sopraggiunta la crisi, però, i
previsti fondi di sostegno (800 milioni di euro) per estendere la banda larga
proprio alla fine dello scorso anno sono stati cancellati (vedere primo link
sotto) per essere destinati ad interventi più urgenti.
Pertanto i famosi 2 Mbit di banda larga da offrire a tutte le famiglie probabilmente
non arriveranno per un bel pò e il nostro fortissimo gap tecnologico
ed infrastrutturale con i paesi più avanzati (vedere terza news nella
sezione precedente di questa newsletter) si amplierà ulteriormente.
Come conseguenza, fumata nera anche per quanto riguardava i sessantamila
posti di lavoro che si stimava sarebbero scaturiti nell’indotto
delle utenze a fronte di questi nuovi strumenti per operare a distanza dalle
zone più disagiate.
E’ lecito chiedersi se in Italia mancano veramente i soldi oppure la volontà
di investire nelle nuove tecnologie. Proprio in questi giorni, infatti, a Milano
– dove non mancano certo le offerte d’uffici - è stato inaugurato
un faraonico grattacielo del costo di ben 400 milioni per ospitare la Regione
Lombardia, per cui resta il dubbio se le priorità non potevano essere
diverse.
Per ora, da noi, Internet dovrà attendere, ma in altre parti del mondo
non la pensano in questo modo.
La banda larga può, infatti, favorire nuove forme di lavoro e di comunicazione
(teleconferenze, ecc.) e permette d’essere operativi anche quando, per
un motivo o per un altro, non si può essere fisicamente in ufficio. Questo
è un aspetto importante per chi vuole competere sul mercato
globale dove ci sono ampie differenze di fuso orario e si deve
utilizzare lo strumento della teleconferenza per ridurre le distanze, ma evidentemente
questi aspetti sono da noi ritenuti secondari.
Negli Stati Uniti si stima, ad esempio, che oltre 38 milioni di persone (pari
al 37% dell’intera forza lavoro totale) operino da casa
almeno una volta il mese secondo un rapporto stilato lo scorso ottobre dalla
Consumer Electronics Association.
Tra i benefici del telelavoro, sottolineati nello studio di quest’ultima,
spiccano l’orario flessibile che è menzionato
dall’81% del campione utilizzato per il sondaggio, la riduzione
delle spese necessarie per spostarsi in ufficio, un minore
stress e quindi il guadagno in salute (64%), la maggiore produttività
(63%), un bilanciamento più equilibrato fra impegni lavorativi
e familiari (55%), la riduzione degli impatti ambientali
(47%) e dei giorni persi per malattia (34%).
“I dipendenti e i lavoratori autonomi ritengono che le prestazioni
di lavoro e la qualità della vita siano entrambe migliorate con l’avvento
della banda larga” – si legge nel rapporto – “In
particolare i benefici del telelavoro sono tangibili sia per gli addetti che
per le aziende”.
Infine la banda larga porta benefici anche per i fornitori d’apparecchiature
per telelavoro, comunicazioni e teleconferenze.
Stando ancora ai risultati del sondaggio sopra citato, solo il 34% dei telelavoratori
utilizza al momento un collegamento diretto col database aziendale quando lavora
da casa, mentre il 31% non dispone ancora di un telefono o smartphone aziendale.
Per quanto riguarda i costi del telelavoro, si stima che il 50% degli addetti
spenderà in media 925 dollari il prossimo anno in prodotti tecnologici.
L’ambiente è un altro evidente beneficiario di queste strategie.
La ricerca rivela che un solo giorno di telelavoro consente di risparmiare da
16 a 23 kilowatt di elettricità (equivalenti a dodici ore di consumi)
e ridurre le emissioni di CO2 da 17 a 23 kg.
http://notimaz.blog.kataweb.it/2009/11/05/il-governo-blocca-la-banda-larga/
http://www.ce.org/
SICUREZZA
Rilasciata
la patch per le vulnerabilità di Internet Explorer
Nelle settimane
precedenti è stata scoperta una vulnerabilità critica ed è
stato rilasciato, anche pubblicamente, il codice per dimostrarne l'exploit.
Come per il caso precedente di Conflicker, la risoluzione di questa vulnerabilità
ha richiesto il rilascio di un bollettino dedicato. Nell'aggiornamento non viene
però coperta una vulnerabilità scoperta di recente che affligge
il kernel di Windows e che consentirebbe ad un attaccante di provocare un’escalation
di privilegi. Si sottolinea che per perpetrare l'attacco con successo è
necessario disporre delle credenziali di accesso alla macchina. Per questa vulnerabilità
si dovrà attendere il rilascio che avverrà nel patch day di febbraio.
http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/MS10-002.mspx
L'80% dei
siti governativi USA non rispetta la "DNS Security Guide"
Numerose agenzie
federali non hanno rispettato la scadenza del 31 dicembre, data entro il quale
si sarebbero dovuti mettere in sicurezza i rispettivi server DNS. Solamente
il 20% ha rispettato tale deadline utilizzando misure di sicurezza come DNSSEC
o DNS Security Extension. Ricordiamo che la pubblicazione di queste linee guida
è dovuta alla scoperta di un bug che consentiva di condurre attacchi
di tipo "DNS cache poisoning". Come soluzione al problema citiamo,
per esempio, il metodo adottato da DNSSEC dove è utilizzata una chiave
di cifratura ed un'autenticazione digitale dei server DNS.
http://www.networkworld.com/news/2010/012010-dns-security-deadline-missed.html
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